L’Autismo come disturbo generalizzato dello sviluppo

0 Pubblicato da mer, 03 aprile 2013, 10:36

tratta da L’AUTISMO INFANTILE
Dott. THEO PEETERS
Edito da Phoenix

L’AUTISMO COME DISTURBO GENERALIZZATO DELLO SVILUPPO

Che cosa c’è dietro una parola? Un’etichetta può salvare la vita?
Qualche volta avrete sentito dire che non fa differenza se le persone sono chiamate “malati mentali” o “ ritardati mentali” o “disabili nello sviluppo”; dopotutto non sono soltanto parole?
L’uso di queste espressioni, però, ha varie conseguenze, per cui molti adulti autistici vivono in istituti psichiatrici perché è stata loro posta un’etichetta diagnostica sbagliata e si trovano perciò soggetti autistici nei gruppi di ritardati mentali, pur avendo disturbi dello sviluppo tipici dell’autismo. Ma non è così che dovrebbe essere poiché in questo modo la qualità della vita di un autistico dipende più dal luogo dove è nato e dall’assistenza ricevuta che dalla gravità del suo handicap.
E’ in questo senso che una diagnosi corretta può salvare la vita.
Vi è una sostanziale diversità se la cura di una persona è basata preminentemente su una terapia farmacologica o su uno specifico intervento educativo e questo è valido anche per gli autistici, i cui bisogni specifici devono essere presi in considerazione nella programmazione delle attività quotidiane e nella cura della persona.
I bambini autistici possono avere turbe del comportamento, problemi di comunicazione, dell’udito e del ritardo mentale, ma essere curati come bambini non autistici con turbe del comportamento, problemi di udito o di ritardo mentale, è per loro disastroso, perché la ragione delle loro difficoltà è differente. Una profonda conoscenza dell’autismo dovrebbe essere il punto di partenza per un corretto approccio psico-educativo, in quanto è solo in base al tipo di disturbo diagnosticato che si determina il tipo di aiuto da dare al bambino; la discussione su una corretta definizione diagnostica si risolve a favore di un trattamento adeguato.

I genitori hanno bisogno di chiarezza e di risposte alle loro domande
Dare consigli buoni e sensati ai genitori di bambini autistici crea a volte ulteriori difficoltà, perché gli operatori, spesso non si rendono conto di quanto sia particolare tale disturbo e pertanto non sono in grado di offrire ai genitori l’aiuto migliore.