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Autismo:
identificate anomalie strutturali del cervello
Fonte: Reuters Health 11.02.2002 -
“Neurology” 2002, 58: 428-32
Titolo originale articolo: “Minicolumnar pathology in autism”
Autori: Casanova MF et al.
Alcuni ricercatori degli Stati Uniti
hanno scoperto in soggetti con autismo anomalie cerebrali che possono
spiegare al-cune dei sintomi della malattia.
I soggetti con autismo, raffrontati con quelli senza, hanno più
“minicolonne” nel cervello: questo è il risultato del lavoro di questi
ricercatori pubblicato nel numero del 12 febbraio 2002 di Neurology.
L’obiettivo dello studio è stato quello di determinare se esistono
differenze nella configurazione delle “minicolonne” tra i cervelli di
pazienti autistici e di controllo. La ricerca è stata uno studio
neuropatologico postmortem.
Per testare i risultatri è stato usato uno speciale programma di
analisi (CIP - Computerized Imaging Program) per misu-rare i dettagli
delle caratteristiche morfologiche delle colonne cellulari nell’area 9
della corteccia prefrontale e nelle aree 21 e 22 posteriore del lobo
temporale, in 9 soggetti con autismo ed in 9 soggetti senza autismo.
La ricerca ha rilevato differenze significative, tra i soggetti con
autismo e quelli di controllo, nel numero delle “minico-lonne”, nella
spaziatura orizzontale che separa le colonne cellulari e nella loro
struttura interna. Specificatamente, le co-lonne cellullari nei
cervelli dei soggetti con autismo sono significativamente più
numerose, più piccole e meno compatte nella loro configurazione.
I ricercatori hanno concluso che nei soggetti con autismo ci sono
anomalie minicolonnari nei lobi frontali e temporali del cervello.
In un’intervista a Reuters, uno degli autori dello studio (Dr. Manuel
F. Casanova) ha comparato le “minicolonne” ai chips dei computer che
processano le informazioni: ciascuna “minicolonna è “l’unità di base
del cervello” che prende informazioni, le processa e risponde. Secondo
l’autore “è quasi un minicervello”.
Nell’autismo è danneggiata l’abilità dei soggetti a comunicare ed a
relazionare con gli altri; la malattia usualmente compare nei primi
anni di vita. Può avere effetto anche sull’abilità a rispondere
appropriatamente a ciò che si vede, ai suoni, al tatto.
Sebbene alcuni bambini con autismo abbiano un ritardo mentale,circa un
terzo presenta “alte funzioni” con un QI me-diato (quoziente
intellettivo adattato alla sindrome) normale o quasi.
Avere molte più “minicolonne” può determinare, nei soggetti con
autismo, la ricezione di più segnali esterni rispetto ad altri
soggetti e la condizione “di essere sopraffatti dalla quantità di
informazioni” che arrivano al loro cervello.
Il dott. Casanova ha dichiarato che la presenza di molte minicolonne
può anche spiegare perché alcuni soggetti con auti-smo hanno speciali
abilità: questi extra “chips” nel computer-cervello “possono dare
conto di alcune delle capacità più elevate.
La ricerca secondo questo autore, “fornisce molte più domande che
reali risposte: insieme ai suoi colleghi programma di continuare lo
studio delle “minicolonne” nei cervelli dei soggetti con autismo.
Entro il prossimo anno questi ricerca-tori sperano di iniziare una
sperimentazione clinica di farmaci anticonvulsivanti nei soggetti
autistici (molti soggetti con autismo sviluppano epilessia).
Con un precoce intervento può essere possibile avere effetto sul corso
della malattia: i ricercatori programmano di vede-re se la terapia
farmacologica ha qualche effetto sulle “minicolonne del cervello. |