|
Novità Genetiche sulla
Sindrome di Rett
Centro di Genetica e
Medicina Molecolare
Dipartimento di Pediatria
Università di Firenze
209, via
Masaccio
50132 Firenze
Tel 055 5662 942
Fax 055 5662916
Prof. M.L. Giovannucci Uzielli
Firenze 30 Settembre, 1999
Care Famiglie,
un gruppo di Ricercatori degli Stati
Uniti, ha trovato mutazioni di un gene (denominato MECP2) e localizzato
sulla regione Xq28 del braccio lungo del cromosoma X, in alcuni
soggetti con sindrome di Rett.
Abbiamo comunicato immediatamente
alla presidenza della Vostra Associazione questa notizia, di grandissima
importanza per tutti noi, I risultati della ricerca saranno pubblicati
entro questa settimana sulla rivista Nature Genetics, voI. 23 no.
2 pp 185-1 88. Gli Autori sono Ruthie Amir, Ignatia Van den Veyer,
Mimi Wan, Charles Tran, Uta Francke ed Huda Zoghbi.
La strada per la diagnosi e la prevenzione,
della sindrome di Rett è dunque aperta. Lindividuazione di
mutazioni sul gene MECP2 è molto importante, e costituisce un punto
di partenza prezioso, ma non un punto di arrivo.
in particolare, per quanto riguarda
linteresse immediato delle famiglie, sarà possibile effettuare
lanalisi del DNA a livello del gene MECP2, per cercare la
mutazione, ossia lerrore responsabile. Dobbiamo precisare
subito che i Colleghi americani hanno trovato la mutazione del gene
MECP2 solo in una parte delle pazienti con sindrome di Rett da loro
studiate: questo vuoi dire che, al momento attuale, solo in una
parte delle famiglie che studieremo sui campioni di DNA raccolti
negli ultimi due anni, troveremo la mutazione.
Bisogna pensare ad un secondo gene
Rett? Dobbiamo pensare alla interazione del gene MECP2 con un secondo
gene Rett situato su altro cromosoma?
Dobbiamo inoltre precisare che la
mutazione individuata nelle pazienti studiate dai Colleghi americani
e nei loro familiari, appare sempre "de novo": ciò vuoi
dire che la mutazione NON è presente nel
DNA dei genitori, ed in particolare
della madre. Questo conferma il fatto che la nascita di una bambina
Rett rappresenta un evento sporadico, nella famiglia, nella gran
parte dei casi.
Ci sono comunque già dati certi sul
fatto che nella madre possano essere presenti mutazioni germinali,
responsabili in rarissimi casi anche di sindrome di Rett in più
di una figlia.
Questo è emerso dalla individuazione
della stessa mutazione in due sorelle con la stessa madre e con
padre diverso: la loro madre NON presenta la mutazione nel DNA del
suo sangue, ma la mutazione è presente certamente in alcune della
sue uova. Per cancellare il dubbio di ricorrenza di sindrome di
Rett in famiglie con una figlia affetta, nella quale si trovi la
mutazione, potremo comunque cercare la mutazione stessa con diagnosi
prenatale sui villi o su liquido amniotico.
I gruppi scientifici italiani, già
coinvolti insieme alla Associazione Famiglie Bambine con Sindrome
di Rett, nello studio di questo disordine che tanto ci sta a cuore,
si sono già riuniti e di nuovo si riuniranno nei prossimi giorni
qui a Firenze, per fare programmi concreti di ricerca pura ed applicata
alla diagnostica, per una informazione preziosa alle famiglie e
per collaborare al completamento degli studi sulla base genetica
della sindrome di Rett.
Con la speranza di aggiungere presto
nuovi dati alle notizie già straordinarie di oggi, vogliamo rassicurarvi
sullimpegno scientifico ed umano che vogliamo dedicare alle
Vostre famiglie. Il Vostro compito è di continuare a seguire con
amore e con grande attenzione Vostra figlia, con laiuto di
tutti gli Operatori che possano darLe un valido aiuto.
Con i nostri più sentiti auguri
Luisa Giovannucci Uzielli - Cristina
Biondi
|