Cosa potete fare se Avete un Amico o un Parente con problemi di Autismo in Famiglia

0 Pubblicato da lun, 25 marzo 2013, 11:35

Quale tipo di aiuto o sostegno potete dare,

se una vostra amica ha un figlio au­tistico? Spero di non sfondare una por­ta aperta dicendo che dovreste fare so­lo promesse che potete mantenere. Non pensate di poter trasformare o cu­rare il bambino, oppure di riuscire ad aprire la prigione dell’autismo e libe­rare la bella anima che vi è rinchiusa. Non sarà così. Pensate in piccolo. Cer­cate di immaginare com’è la vita quotidiana della vostra amica. Le è diffici­le andare al supermercato, soprattutto durante le vacanze scolastiche? (“Spe­cialmente durante le vacanze scolasti­che” è un’aggiunta che vale per tutte le situazioni). Il suo bambino soffre di sovraccarico sensoriale, quando entra in un supermercato? Le luci forti, le code, le corsie scintillanti gli fanno ve­nire una crisi di urla? Se è così potete badare a lui a casa mentre la vostra amica va a fare acquisti? Oppure pote­te fare la spesa per lei? Se a lui, inve­ce, piace andare a fare compere (al momento, ai miei piace), ma è troppo grande per essere messo sul carrello ed è dunque probabile che si allontani, potete accompagnarli? Un paio di ma­ni extra saranno molto utili.

Se  ritenete di  conoscere  bene  il bambino e vi sentite in grado di con­trollarlo, potreste offrirvi di portarlo allo zoo, al parco, in piscina o simili. Questo concederebbe alla madre e ai fratelli neuro-tipici una gradita pausa dalla sua compagnia. Non tutti se la sentono; be’, magari potreste fare il contrario e toglierle di torno i neuro-ti­pici? Mi è molto più facile prestare la giusta attenzione a George e a Sam, se Jake è via a giocare con un amico. Op­pure potreste accompagnare la madre in una gita di famiglia? Non ci sono molti posti pubblici nei quali posso ge­stire tutti e tre i ragazzi da sola, ma con l’aiuto di un altro adulto posso an­dare quasi dappertutto.

E’ molto difficile per genitori “auti­stici”  trovare delle baby-sitter. Spesso i due genitori fanno a turno, cosa non molto positiva per la vita sociale ma­trimoniale. Noi abbiamo lan, che è un baby-sitter fantastico, ma molte perso­ne non hanno nessuno. Non possiamo semplicemente far venire un’adole­scente che si sieda a fare i compiti, mentre i nostri piccoli angeli dormono pacificamente di sopra. Non funziona così. I nostri baby-sitter devono essere ingegnosi, vigili ed esperti; altrimenti la cosa non è sicura. Potreste fare da baby-sitter di tanto in tanto, magari in tandem con un’amica?Per noi è molto importante poter uscire.

E’ difficile offrire un aiuto finanzia­rio diretto, ma la qualità della vita del­la vostra amica potrebbe migliorare grazie a qualcosa che non può permet­tersi: un trampolino elastico, per esempio o un’altalena. Potrebbero al­cuni amici unirsi e fare un regalo del genere? Siate audaci, non aspettate che vi venga chiesto, perché non accadrà. La vostra amica è orgogliosa ed è improbabile che vi chieda aiuto, spe­cialmente perché sente di non poter ri­cambiare.

Invitare una “famiglia autistica” a casa vostra è un atto di vera amicizia. Apprezzo enormemente quegli amici che rendono la propria casa “a prova di Sam” prima del nostro arrivo, na­scondendo medicine e sostanze vieta­te, controllando che porte e finestre siano chiuse. E’ meglio che siate pron­ti ad affrontare una certa dose di caos e danni, tuttavia potreste anche essere piacevolmente sorpresi: alcune visite si concludono senza incidenti. Se, d’altro canto, non riuscite e sopporta­re l’idea che tutti i vostri narcisi venga­no strappati, oppure di trovare una cacca sul prato (“Non sono stato io! E’ stata una gallina!”, esclamò George e io fui contenta che fosse in grado di di­re una bugia), allora fate visita voi alla vostra amica. Rompete l’isolamento che l’autismo può imporre. Tenetevi in contatto.

Soprattutto cercate di apprezzare il suo bambino. Le madri possono la­mentarsi dei propri figli, ma molto ra­ramente vogliono sentire gli altri che li criticano. Ci sono persone che adotta­no l’atteggiamento del tu-poverina-dev’essere-cosi-difficile-per-te; io, però, pur essendo loro grata per la parteci­pazione, reagisco più positivamente quando qualcuno si interessa a George e a Sam, li loda, li trova divertenti, in­teressanti e belli, come faccio io.

(Da “George e Sam” di Charlotte Moore – Editore Corbaccio)