Cosa succede ai bambini Autistici da Grandi

0 Pubblicato da lun, 25 marzo 2013, 11:48

Cosa succede ai bambini autistici da grandi? Un convegno scientifico particolare.

 

Presso l’Università di Pavia, il 6 ottobre, si è tenuto un convegno Internazionale su un tema di grande importanza, finora, in Italia, molto trascurato: cosa succede ai bambini autistici da grandi? Quali interventi ? Quali strutture? Quali luoghi di vita?

L’Autismo è una gravissima forma di disabilità, che si manifesta precocemente, ha quasi sempre cause biologiche e/o genetiche e compromette in modo caratteristico le capacità comunicative, sociali, di intendere e costruire progressivamente le regole della vita di relazione, con effetti devastanti. Malgrado la disabilità complessiva, rimangono aree o “zolle” di competenze, spesso importanti, per esempio spaziali o estetiche o matematiche…

L’autismo è una delle disabilità più diffuse, più ignorate e più misteriose: la stima è di 30-60.000 persone in Italia, nella maggior parte dei casi mai diagnosticate. Veri desapareçidos della assistenza. Sulla natura dell’Autismo, sulle sue diverse cause biologiche, sulle sue caratteristiche e sui suoi modi di cura le opinioni sono radicalmente e velocemente mutate negli ultimi anni; anche se, a dispetto delle numerose evidenze scientifiche persistono diffusi (persino tra i tecnici) e numerosi pregiudizi ed opinioni errate (ad esempio che dipenda da una cattiva relazione con i genitori). Rigorose ed estese ricerche hanno inoltre dimostrato che qualunque sia il trattamento ricevuto, solo una piccola parte di bambini autistici (intorno al 5%) superano nel corso della vita la loro disabilità. E non c’è alcuna evidenza di un rapporto tra tipo di intervento e tipo di esito. In sostanza, l’autismo, dura quasi sempre tutta la vita. Il problema degli adulti con Autismo diventa dunque urgente ed ineludibile. Anche perché il fatto che non ci sia alcuna “cura” specifica non significa affatto che non ci sia nulla da fare. Tutt’altro. Lo sviluppo delle conoscenze ha portato ad un importante affinamento delle metodologie di intervento abilitativo e riabilitativo. Ma questo per persone che diventano adulte non basta. Occorre interrogarsi sulle prospettive esistenziali di queste singole persone, sui contesti più adatti per consentire loro di sviluppare le loro capacità e di esprimere la loro speciale umanità. Attualmente la maggior parte di loro vegeta in grandi istituti per disabili cronici.

A tutte queste domande cercherà di dare una prima risposta il convegno di Pavia del 6 ottobre che si avvarrà del contributo di alcuni importanti esperti nazionali ed internazionali.

A Pavia sta per essere varata un’esperienza pilota per l’Italia, nata dalla collaborazione tra l’Università ed una Fondazione di Genitori, La Fondazione Genitori per l’Autismo: si tratta del progetto Cascina Rossago, comunità agricolo-riabilitativa, organizzata sul modello di analoghe esperienze estere che hanno dato ottimi risultati sia in termini di qualità di vita che di possibilità di integrazione sociale. J.Giddan, professore si Psichiatria dell’Università dell’Ohio, che insieme al marito Norman Giddan, anch’egli psichiatra, ha dato vita negli U.S.A. ad una delle più importanti esperienze del genere, farà il punto sulla situazione attuale di questo tipo di iniziative nel mondo. H. Cordes, fondatore a Brema di una analoga struttura, parlerà dell’esperienza tedesca. Ci saranno poi alcuni simposi dedicati alla questione dell’uso dei farmaci, ai modi di trattamento e di comprensione dei comportamenti problematici così frequenti nell’autismo, alle possibilità di ampliamento della comunicazione, alla qualità di vita sviluppabile.

Il filo conduttore del congresso sarà come collegare tra loro interventi tecnici, progetto esistenziale, contesti di vita; collegamento fondamentale soprattutto nel caso di persone che diventano adulte e si trovano ad affrontare la vita con il loro autismo.