INTERVENTO EDUCATIVO PERSONALIZZATO (PEI) di un Alunno di 5° Elementare con Diagnosi di Autismo

0 Pubblicato da mar, 26 marzo 2013, 10:20

Relazione su un  INTERVENTO EDUCATIVO PERSONALIZZATO (PEI) di un Alunno di 5° Elementare con Diagnosi di Autismo.

AREA AFFETTIVO-RELAZIONALE

A. non ha evidenziato particolari difficoltà ad intraprendere il nuovo anno scolastico, nonostante i numerosi cambiamenti: una nuova aula-classe ubicata in una posizione diversa nell’edificio scolastico rispetto a quella dell’anno precedente, due nuovi insegnanti di classe e una nuova operatrice A.S.L.

Sin dal primo giorno di scuola non ha dimostrato particolari disagi, esprimendo da subito una certa sicurezza nei confronti dell’ambiente che lo circonda e una affermata capacità di orientarsi in esso senza problemi, ciò grazie anche alla strutturazione dell’ambiente e all’uso dei cartellini dei diversi luoghi uguali a quelli dell’anno precedente.

È continuata a migliorare la sua capacità di adattamento ai cambiamenti e ha dimostrato tempi più brevi per l’acquisizione di nuove routine, siano esse riferite alle attività didattiche che  alle routine quotidiane.

Nei confronti degli insegnanti manifesta le sue preferenze ma non ha particolari problemi a svolgere le attività con uno piuttosto che con l’altro, ciò grazie anche alla linea comune d’intervento che viene adottata da parte di tutti gli insegnanti che operano con il bambino.

Rimane in classe per tempi più o meno lunghi in quanto molto spesso è lui stesso, utilizzando il cartellino, a manifestare la volontà di andare nell’aula predisposta per il lavoro individualizzato.

In classe svolge tranquillamente attività a lui note, quando possibile aiutato dai compagni, e non sembra particolarmente infastidito dalla confusione che si crea nei momenti di pausa.

Nelle pause-gioco due compagni a turno giocano con A: lui si lascia guidare dai compagni ed interagisce maggiormente con loro, li segue senza bisogno di essere accompagnato per mano, imita i loro movimenti (corre, salta), si dirige autonomamente verso l’area di giardino destinata alla sua classe dove ci sono i compagni e si mette autonomamente in fila quando vede i compagni che si preparano a ritornare in classe.

Ha interiorizzato i momenti della giornata scolastica e riesce a mettere autonomamente nel suo calendario giornaliero le attività principali (ricreazione, mensa, pullman) nella giusta posizione; in ogni modo già al suono della campanella, anche senza bisogno dei cartellini e di alcuna indicazione, prende la merenda se è l’ora della ricreazione o si mette il giubbotto se è ora di andare a casa.

 

Partecipa a tutte le attività previste per il gruppo classe quali uscite, progetto di nuoto, progetto di musica, progetto clic ecc.

 

AREA DELLA COMUNICAZIONE

Sono state notevolmente ridotte le dimensioni dei cartellini utilizzati da A per comunicare e riesce ad associarli senza problemi all’oggetto o al luogo indicato.

Notevolmente migliorato l’uso comunicativo dei cartellini: prende il cartellino del luogo in cui vuole andare, quello dell’attività che vuole svolgere.

Anche in mensa, allo stesso modo, utilizza i cartellini per comunicare che vuole dell’acqua, del pane o la frutta. Dimostra però ancora difficoltà nel richiamare l’attenzione di chi gli sta vicino.

Per rendere più pratico l’utilizzo dei cartellini del materiale scolastico è stato creato un foglio con tutte le foto dei materiali usati (quaderno, astuccio, penna ecc.) ed è stato incollato sul banco. Indicando il quaderno A. autonomamente prende anche l’astuccio con la penna e quello con i colori per scrivere e colorare, dimostrando di essere consapevole delle attività che si andranno a svolgere.

Dimostra di preferire alcune attività rispetto ad altre e con molta più assiduità è lui stesso a richiederle facendolo capire, talvolta attraverso l’uso dei cartellini e più frequentemente prendendo direttamente il materiale predisposto.

Quando si trova in difficoltà nello svolgere un’attività richiede aiuto prendendo la mano di chi gli sta vicino.

Esprime rifiuto per cose o persone spingendo con la mano e facendo capire che ciò che gli viene proposto lo infastidisce.

Esprime la sua volontà di cambiare luogo sia con i cartellini che con i gesti quali prendere per la mano e tirare la persona che sta con lui verso il luogo desiderato.

Dimostra di essere affettivamente legato ad alcune figure: ricerca il contatto fisico, scambia sorrisi e sguardi gioiosi. Manifesta la sua volontà di fare rimanere ulteriormente delle persone con lui togliendo alle stesse il giubbotto o tirandole per mano e allo stesso modo, quando desidera andare via porge alle persone che stanno con lui il giubbotto o la borsa.

Esprime le emozioni in modo distinto e chiaro: di felicità sorridendo ed emettendo grida di gioia, di tristezza  piangendo, di rabbia battendo con forza il pollice su qualsiasi superficie o saltando nervosamente e emettendo delle urla di disapprovazione.

Buona la comprensione gestuale e molto migliorata la sua capacità imitativa. Condivide maggiormente lo sguardo e se chiamato rivolge lo sguardo verso la persona per un tempo più o meno lungo in attesa di qualche segnale comunicativo.

 

 

 

 

AREA DEL LIGUAGGIO

Inizia a riprodurre su imitazione le sillabe “ca, pa, ta, ga, da”, ma non sempre riproduce il  suono richiesto e non è ancora associato al grafema. Non riesce ancora a produrre singolarmente le vocali e, vista questa difficoltà, nelle attività proposte vengono utilizzate le sillabe. Pone però molta più attenzione alla posizione della bocca di chi gli sta davanti e cerca di imitarne i movimenti.

Vengono utilizzate carte logopediche per ampliare il vocabolario in ricezione ma nonostante i vari adattamenti al caso non si sono ottenuti apprezzabili risultati.

Il bambino dimostra notevoli difficoltà ad associare la parola all’oggetto o alla foto dell’oggetto.

Sembra avere acquisito nuovi vocaboli ma ciò rimane legato al contesto (es. appena arrivati nell’aula per il lavoro individualizzato, se gli viene detto “quaderno” lui prende il quaderno, ma solo perché è la prima attività che viene svolta è quella di scrivere sul quaderno. Se la richiesta viene effettuata in un momento successivo non si ottiene lo stesso risultato. Lo stesso vale per penna, colori, gomma, ecc.)

Riesce a categorizzare parole e lettere solamente dal punto di vista grafico ma non fonologico.

Buona la scrittura di parole su modello. Il bambino inizia ad essere più autonomo nella scrittura e ad avere una maggiore consapevolezza dello spazio. Scrive le singole lettere in un quadratino del quaderno (da 1 cm) senza fuoriuscire  da esso e inizia a scrivere le parole là dove gli viene indicato da un puntino. Ultimamente pone maggiore attenzione agli spazi vuoti tra una parola e l’altra e là dove vi è una frase da ricopiare riesce (se non si distrae) a intervallare le singole parole da uno spazio (un quadratino).

Riesce a comporre delle sequenze di due colori alternando un quadratino colorato a uno vuoto.

Anche se non vengono fatti dei puntini-indicatori molto più frequentemente riesce a scrivere lasciando una riga vuota in una colonna di parole.

Con un po’ di aiuto ( indicare il punto in cui è arrivato quando necessario) riesce a ricopiare dalla lavagna delle frasi su più righe, dimostrando quindi di riuscire a fissare e a seguire la successione dei grafemi con lo sguardo.

Ha imparato a fare la sua firma intervallando il nome dal cognome con uno spazio, lo scrive autonomamente quando su un foglio gli viene fatto un puntino (che a lui fa capire che deve scrivere) e gli viene pronunciato il suo nome. Ha memorizzato i significanti (successione di grafemi) dei suoi familiari ma ancora fa fatica ad associarli alle diverse foto.

Riesce a riprodurre dei semplici disegni (sole, nuvola, mela, pera, arancia, albero ecc.) e ultimamente riesce ad utilizzare anche gli stessi colori del modello.

Indicando la punta del colore o della matita prende autonomamente il temperino e molto più spesso è lui stesso a fare ciò, senza indicazione, quando fa fatica a scrivere.

AREA COGNITIVA

A. riesce a categorizzare i colori e inizia a comprendere le parole rosso, giallo e verde.

Riesce a categorizzare forme geometriche.

Riesce a completare delle sequenze di due colori e di due immagini (di cartoni animati) in cartoncino dando solamente la successione dei primi due elementi.

Riesce a completare sul quaderno delle sequenze di due quadratini colorati dando solamente la successione dei primi due quadratini.

Se esercitato riesce a riordinare delle semplici sequenze temporali note trovando minore difficoltà con quelle che riguardano gli oggetti (mela intera-morsicata-solo il torsolo, piatto pieno-mezzo pieno-vuoto) rispetto a quelle che prevedono una successione di azioni anche se sono ricavate da foto con le azioni che svolge quotidianamente (andare in bagno, lavare le mani, asciugare le mani).

Riesce ad associare il disegno alla foto dell’oggetto stesso senza dimostrare particolare difficoltà.

Se esercitato riesce a fare abbinamento di oggetti collegati logicamente tra loro.

Riesce a categorizzare degli elementi per grandezza o colore.

Riconosce le diverse parti del viso e riesce a riprodurlo graficamente guardando una foto e seguendo l’ordine degli elementi che gli viene indicato. Inizia a riconoscere anche le diverse parti del corpo.

Riesce a completare dei puzzle con la fotocopia dell’immagine sotto e a completare quelli conosciuti anche senza modello. Ultimamente si sta cercando di passare a puzzle composti da 60 pezzi.

 

 

AREA LOGICO-MATEMATICA

A. riesce a mettere nella giusta successione i numeri dall’1 al 20 senza bisogno di modello mettendo nella giusta successione dei supporti di cartoncino riportanti i diversi numeri.

Riesce ad abbinare la quantità al numero fino al numero 5 utilizzando delle schede predisposte nelle quali sono raffigurate delle sagome di piccoli oggetti che poi il bambino deve sovrapporre.

Presentando ad A. una scatola con dentro un numero dall’1 al 5 e dando un insieme di oggetti uguali posti fuori dalla scatola, riesce ad associare la giusta quantità al numero. Ultimamente ha dimostrato di non avere difficoltà a svolgere l’esercizio anche con materiale in cui la lunghezza predomina sulle altre dimensioni (es. matite, colori ecc.).

Allo stesso modo, mettendo una quantità di oggetti (compresa sempre tra l’1 e il 5) in una scatola riesce ad associarne il numero.

Il riconoscimento del numero però rimane ancora molto legato alla predisposizione degli oggetti come impostati nelle schede. Infatti sembra che la conoscenza del bambino sia più legata all’aspetto della memoria visivo-spaziale che non all’acquisizione del concetto del numero. Presentandogli il cartellino con un numero e un insieme di oggetti che deve rispettare le caratteristiche suddette, dando il comando “dammi” riesce a dare la quantità richiesta.

Riesce a mettere in un abaco la quantità indicata mettendo prima tutte le perline nella mano e poi infilandole nell’asta dell’abaco.

Ha, invece, difficoltà ad associare il numero ad una quantità sull’abaco. Tale difficoltà si riscontra in tutte le quantità in colonna.

Sono stati fatti molti esercizi per far imparare al bambino a scrivere i numeri e adesso riesce a scrivere senza difficoltà i numeri dall’1 al 5.

Ultimamente sono state predisposte delle schede con degli insiemi rappresentanti quantità dall’1 al 5 e il bambino viene invitato a scrivere il numero della quantità rappresentata nell’apposito quadrato piuttosto che ad attaccarvi il cartellino con il numero rappresentato. Il bambino vi riesce senza particolari difficoltà e sembra pure più gratificato.

Presentando ad A un numero in un insieme vuoto riesce sempre più spesso a rappresentare la quantità giusta facendo dei cerchietti, tanti quanto indicato dal numero.

Su delle schede predisposte riesce a collegare con una linea gli elementi al numero sulla linea dei numeri (dall’1 al 5), poi a prendere il cartellino dell’ultimo numero (munito di velcro) e ad attaccarlo sullo spazio predisposto sulla scheda stessa.

Vista la difficoltà ad associare il numero ad una quantità messa in colonna, tale attività (con le stesse caratteristiche) è stata fatta anche rappresentando quantità su di un abaco.

 

 

AREA DELLA MOTRICITÁ E COORDINAZIONE OCULO-MANUALE

A riesce a colorare dei disegni i cui bordi sono ben evidenti rimanendo all’interno di essi in modo abbastanza preciso solo se durante l’esecuzione viene sollecitato associando il comando “piano” al gesto, altrimenti tende ad essere frettoloso e a fuoriuscire.

Avvita e svita barattoli e bottiglie senza difficoltà.

Infila oggetti su un filo senza difficoltà.

Ritaglia del cartoncino seguendo una linea nera che è stata disegnata, con precisione variabile in quanto tende ad essere frettoloso.

Impugna la penna e le matite in modo corretto.

Incolla piccoli pezzi di cartoncino per colorare un disegno con la tecnica del mosaico senza difficoltà.

Riesce a completare dei disegni di forme geometriche di diverso colore utilizzando i chiodini del medesimo colore.

Sta imparando a manipolare e ad usare i materiale più diversi (pongo, colori a dita ecc.).

 

AREA DELLA IMITAZIONE

Aumentata notevolmente l’imitazione gestuale, dai movimenti più “grosso motori” quali battere le mani, battere i piedi, alzare le braccia, alzare un piede, correre, saltare, abbassarsi, toccare le varie parti del viso e del corpo, a quelli più “fine motori” quali imitare i movimenti della bocca, aprire e chiudere le mani, alzare solo uno o due dita (si stava valutando l’ipotesi di migliorare quest’ultima capacità di indicare quantità con le dita per un’applicazione più strettamente didattica, ad es. per associarla ai numeri).

Riesce ad infilare una successione di oggetti di diversa forma e colore su un bastoncino avendo un modello cartaceo.

Riesce ad inserire la parte mancante di una semplice immagine (mela, forchetta ecc.) avendo il modello.

Riesce a riprodurre una successione di quadratini sul quaderno avendo un modello.

 

AREA DELLA PERCEZIONE

Dimostra difficoltà a seguire oggetti in movimento.

Dimostra una maggiore tolleranza ai rumori.

Dimostra di gradire la musica e richiede molto spesso l’ascolto di musicassette.

 

AREA DELL’AUTONOMIA

È più sensibile ai comandi ed esegue con sempre meno difficoltà quanto gli si richiede di fare soprattutto se le richieste provengono da persone con le quali  ha un rapporto quotidiano.

È autonomo nell’uso dei servizi igienici e nelle piccole azioni di igiene personale (lavarsi le mani, pulirsi la bocca ecc.). Deve comunque essere sollecitato.

 

 

Rosà     15-02-2005

 

L’insegnante di sostegno

Francesco Pitarelli