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FORMAZIONE DI PROFESSIONISTI
E GENITORI NELLAMBITO DELLAUTISMO
Theo Peeters
Sommario: questa
conferenza sul corso di formazione è costituita da sei parti.
- Nella prima parte spiegherò come
le persone affette da autismo siano speciali in modo molto speciale.
- Lautismo è un disturbo che
dura tutta la vita. Questo implica che è necessaria una continuità,
per tutta la vita, di servizi specializzati per lautismo;
questo significa anche che è necessario addestrare professionisti/esperti
che lavorino in tutti questi servizi.
- Il contenuto di questo corso di
aggiornamento (preparazione).
- Unintroduzione molto generale
sullautismo (pre-corso?) si rende necessario alla preparazione
di molti esperti. Per tutti coloro che scelgano lautismo
per la loro carriera professionale è necessaria la specializzazione.
- Anche i genitori naturalmente
hanno bisogno di informazioni e di preparazione più di chiunque
altro e i loro bisogni sembrano trascurati nella maggior parte
dei paesi europei.
- Non tutti gli esperti/professionisti
sembrano essere in grado di lavorare con persone autistiche. La
preparazione non è lunica cosa che conta. Bambini molto
speciali hanno bisogno di professionisti molto speciali. Un tentativo
di sviluppo del profilo di un professionista nellambito
dellautismo.
- AUTISMO IN MODO SPECIALE
Secondo le definizioni
le persone affette da autismo hanno (soffrono di) danni/menomazioni/deterioramento
qualitativo.
In Mindblindness
(cecità della mente) un recente lavoro di S. Baron
lautore prospetta che è chiedere troppo alla nostra immaginazione
il capire la "cecità" sociale delle persone affette
da autismo.
Possiamo capire
cosa vuol dire avere conoscenza degli oggetti mediante leco-posizione?
Si, diciamo
noi annuendo.
Razionalmente
possiamo capire cosa significa à conoscere gli oggetti mediante
leco-posizione?
Ma lo capiamo
anche con il cuore o le viscere?
Non lo credo,
semplicemente manchiamo di questesperienza.
Nellautismo
il problema è simile. Razionalmente possiamo capire cosa significa
soffrire di cecità sociale, ma non lo capiamo davvero istintivamente.
Siamo nati con troppa intuizione sociale, semplicemente ci manca
lesperienza.
Aiutare la gente
con autismo richiede uno sforzo straordinario, quasi impossibile
alla nostra immaginazione. E finché i politici continueranno a
non capire questo, i genitori e gli operatori professionisti rischieranno
di dover continuare senza le necessarie forme di informazione
e di preparazione.
Questa introduzione
piuttosto lunga tratta della distinzione fra la comprensione razionale
di definizioni dellautismo e lesperienza giornaliera
di persone affette da autismo, i loro genitori e persone che si
prendono cura di loro.
Spero che questa
parte serva a chiarire che le informazioni teoriche, sebbene molto
importanti, dovrebbero essere collegate ad una preparazione pratica.
In queste sessioni di preparazione i genitori e gli esperti imparano
a tradurre la teoria nella esperienza di vita quotidiana dove
devono trovare soluzioni pratiche.
Naturalmente questo
implica anche che le persone responsabili della preparazione dovrebbero
avere conoscenza dellautismo non solo dai libri, ma dalle
loro attività con ragazzi, adolescenti, adulti e con le loro famiglie.
Imparare dai libri è importante, ma racconta soltanto metà storia!
"La gente
comune non può capire perché una madre permette a suo figlio di
sbattere la testa sul muro, o perché non lo punisce quando rovescia
la borsa nel carrello del supermercato" scrive M.
Akerley; lei stessa madre di un ragazzo autistico che è diventato
un uomo. Neanche il personale addetto allassistenza riesce
a comprenderlo.
Il personale ordinario
per lassistenza ha una preparazione normale per cui impara
ad aiutare i "soliti" bambini speciali. I "soliti"
bambini speciali per esempio sono bambini con ritardo mentale
ma non affetti da autismo. Soffrono di sviluppo ritardato ma non
hanno uno sviluppo diverso. Per aiutarli noi usiamo i soliti mezzi
speciali. Poiché i loro problemi hanno a che fare con uno sviluppo
più lento, noi semplifichiamo le nostre aspettative, usiamo uno
stile comunicativo più semplice. La semplificazione può essere
la strategia educativa più importante nellambito dellaiuto
che diamo a queste "normali" persone speciali. Ma nel
caso dellautismo questa strategia non funziona, perché una
persona affetta da autismo non solo soffre ritardo nello sviluppo,
ma ha anche uno sviluppo diverso. E speciale in un modo
molto speciale. Non solo ha bisogno di semplificazione ma anche
di chiarimenti. Ha bisogno di un approccio di sostegno, argomentativo,
uno stile educativo con molto supporto visivo. Amore ed intuizione
sono naturalmente molto necessari, ma non sufficienti se vogliamo
aiutare qualcuno che è speciale in modo tanto speciale.
I genitori hanno
sperimentato in modo drammatico, specialmente durante i primi
anni, quando hanno cercato di capire il "perché" dei
problemi legati al sonno, problemi di mancanza di disciplina,
di mancanza di comunicazione e di reciprocità sociale.
Perché non funzionavano
i normali modi per aiutare e consolare?
Perché non gioca
come gli altri bambini?
E così via. La
spiegazione era: "Autismo".
I genitori non
vogliono che i professionisti che vogliono aiutare i loro figli
siano sottoposti allo stesso senso di impotenza e perplessità
che avevano loro stessi già provato. I genitori sanno che ci sono
risposte pratiche a problemi pratici anche se non sono risposte
definitive, che noi speriamo di ottenere (perché nellautismo
per ciascuna soluzione cè un nuovo problema in attesa di
soluzione). I genitori vogliono professionisti preparati nel settore
dellautismo prima che abbiano la responsabilità di seguire
i loro bambini, piuttosto che debbano andare per tentativi ed
errori per anni, come è accaduto a loro.
I genitori augurano
una sorte migliore ai professionisti che siano preparati sin dallinizio,
non solo per intervenire nelle crisi e quindi non essere organizzati
solo quando la situazione è già diventata ingestibile. I genitori
si sentono malissimo quando vedono i loro figli usati come cavie.
Senza una preparazione
completa nellambito dellautismo i professionisti rischiano
di essere sopraffatti dallo stesso sbalordimento dei genitori:
"Cosa sta succedendo?"
LA TRIADE
Interazione
sociale
Perché non mi
guarda mai con affetto? Perché ride quando piango, invece di piangere
con me o chiedere perché sto piangendo? Perché è così carino con
me quando indosso un nastro rosso fra i capelli ma non quando
ne metto uno di blu? Perché quando piange e voglio consolarlo
cullandolo in braccio rende tutto più difficile? E così via.
I professionisti
preparati sanno che questo è "tipico" per qualcuno affetto
autismo. Ha difficoltà nel leggere lo sguardo, la gestualità,
gli atteggiamenti. Ha difficoltà a capire cosa sentiamo, pensiamo,
intendiamo. E fin troppo un "comportamentista".
Ha difficoltà nellandare oltre la percezione. Sembra cieco
socialmente. Tutto questo è normale per qualcuno affetto autismo
(Ma le definizioni DSM IV e ICD 10dellautismo menzionano
semplicemente che essi hanno impedimenti qualitativi nellintenzione
sociale).
Tuttavia per un
professionista che non è addestrato in autismo, questo comportamento
non è così normale: come il genitore può sentirsi rifiutato, non
gratificato per questo sforzo ed è possibile che pensi "che
egoista/egocentrico e quel piccolo mostro, gli farò vedere cosa
mi fa". E prima che ce ne rendiamo conto qualcuno viene punito
perché handicappato.
Comunicazione
Quando è frustrato
dice: "I treni stanno partendo". Se vuole sedersi sullaltalena
"non ci sono arance?". Per giorni interi canta"
Choo-choo train", e se lo porto alla stazione e gli mostro
una dozzina di treni e gli chiedo "cosa vedi?" dice:
"Spaghetti con polpettine dei carne?"
Questo è tutto
tipico per qualcuno con autismo, come ben sa il professionista
addestrato, ma per qualcuno che conosce lautismo dai libri,
questo non può essere così ovvio (La definizione DSM IV
parla di sfasamenti qualitativi nella comunicazione verbale e
non verbale).
Immaginazione
Comportamento ripetitivo stereotipato
"Metto
il letto nellaltro angolo della stanza. Dovreste vederlo
quanto urla
.Abbiamo deciso di non mangiare pizza come accade
di solito ogni sabato
.avreste dovuto sentire le urla.
O gli dico:
Parliamo della gita della scorsa settimana e invece comincia a
parlare di aerei ancora una volta, conosce tutte le compagini,
gli orari e se gli dico: Sai perché la gente va a Barcellona?
Lui dice: Per guardare gli aeroplani".
Il DSM IV
parla di una limitata quantità di interessi e di comportamento
stereotipato. E ancora una volta pensi: Cosa sta succedendo qui?
Conosci già la risposta: autismo.
Lautismo
può essere considerato come un problema nello sviluppo dellimmaginazione.
Limmaginazione nel senso più rudimentale della parola: il
talento di andare oltre linformazione letterale, di aggiungere
significato ai suoni e sviluppare il linguaggio; aggiungere significato
a quello che vedi e sviluppare il comportamento sociale. Ed è
precisamente nelle aree della comunicazione e dellinterazione
sociale, dove aggiungere significato è così importante, che le
persone affette da autismo ricadono in un repertorio limitato
di comportamenti stereotipati (5,6,7,8,9).
- UN PROBLEMA PERVASIVO DELLO
SVILUPPO. Le persone affette da autismo hanno bisogno di protezione
per tutta la vita, a diversi livelli di aiuto.
Nella sezione precedente lenfasi
è stata posta sulla comprensione sia sulla teoria che nella pratica
di "differenze qualitative" sulla comunicazione, nella
interazione sociale e nella immaginazione.
Il bisogno di preparazione
è enorme poiché la persona affetta da autismo dovrà vivere con
questi svantaggi qualitativi per tutta la vita.
Faranno progressi,
ma per la maggior parte di loro saranno necessari certi livelli
di aiuto nella loro vita adulta.
Dopo lanalisi
del livello di protezione di cui hanno bisogno si deciderà se
questo aiuto debba essere offerto in un ambiente omogeneo di persone
affette da autismo o in un ambiente misto. Ma sia che lambiente
sia segregato o integrato la questione chiave è: sono circondati
da abbastanza professionisti completamente preparati nel sentire
lautismo.
La continuità dei
servizi di cui le persone affette da autismo e le loro famiglie
hanno bisogno possono essere riassunte nel modo seguente:
- Servizi diagnostici;
- Servizi di addestramento a casa;
- Scuola materna e/o collegio;
- Strutture per lavorare e vivere
per adulti affetti da autismo;
- Opportunità di divertimento
per persone affette da autismo e per le loro famiglie (specialmente
durante le "vacanze " e i periodi di crisi).
In tutti questi
servizi sono necessari professionisti ben preparati nellautismo.
Nella nostra società la gente sembra investire più facilmente
nelledilizia che nellacquisizione di una preparazione
specializzata e specifica.
Noi dovremmo focalizzare
lattenzione sul fatto che la qualità della vita di qualcuno
affetto da autismo dipende più dal modo in cui riusciamo ad adattarci
alle sue difficoltà che dai suoi sforzi.
Ricordate che dobbiamo
cercare di condividere la loro mentalità, di immaginare il mondo
nel modo in cui loro lo vedono ed è più facile che far loro condividere
il nostro modo di pensare.
-
IL CONTENUTO
DELLADDESTRAMENTO
Durante la 4° Conferenza
Europea nei Paesi Bassi ho spiegato i cinque assi/le cinque direttrici
delladdestramento.
Li menziono molto
brevemente qui. Maggiori informazioni sulladdestramento
teorico e pratico per lautismo può essere trovato al centro
per laddestramento sullautismo.
Il primo asse/la
prima direttrice consiste in una solida conoscenza teorica dellautismo.
Il secondo asse/la
seconda direttrice consiste nelladdestramento alla valutazione
come una base per un programma educativo individualizzato.
Il terzo asse/la
terza direttrice consiste nelladattamento dellambiente
allhandicap.
Il quarto asse/la
quarta direttrice ha a che vedere con la preparazione funzionale
alla vita adulta.
Il quinto asse/la
quinta direttrice è relativa al "come", il modo in cui
laddestramento e leducazione dovrebbero essere adattati
allautismo.
I professionisti
hanno uno stile educativo dove è importante il supporto visivo
(11,12).
Queste assi/direttrici
devono essere apprese attraverso laddestramento che combina
teoria e pratica.
- TIPI DI ADDESTRAMENTO.
- Addestramento alla consapevolezza
e "pre - addestramento"
Un gruppo ampio
di professionista bisogno di avere una conoscenza generale e aggiornata
sullautismo. Tutti gli studenti che scelgono una carriera
dove possono avere contatti con persone affette da autismo o con
problemi correlati, dovrebbero avere una conoscenza generale tale
da permettere loro di "sospettare" o "valutare"
la possibilità dellautismo ed inviare la persona ad un centro
per diagnosi più specialistiche e per aiuto educativo. In molti
paesi i genitori e i loro bambini perdono anni perché anche dei
professionisti spesso hanno ancora limmagine stereotipata
del bambino assorbito in se stesso e non capiscono che "lattivo
ma strano" possiede la triade verso il sottogruppo/le difficoltà
che è caratteristica essenziale dellautismo.
Non dovremmo dimenticare
che le persone nellambito dellautismo non sono un
gruppo minoritario come molti continuano a sostenere. Una recente
indagine epidemiologica mostra una incidenza di 1/000 (13). Se
si inizia con il dare definizioni educative di autismo, lincidenza
sale al 2/000 (14). Se come condizione si includono tutte le malattie
dello spettro o autistiche si rilevano numeri di incidenza dello
0,6-1% della popolazione globale dei bambini di età scolastica
(15).
Riassumendo, sembra
che lautismo e il suo spettro correlato di problemi sia
più comune di quanto stimato in precedenza. Significa, fra le
altre cose, che praticamente ogni GP è destinato ad avere gente
affetta da autismo o con problemi nellambito della sua gamma
fra i suoi pazienti.
Anche per professionisti
come logopedisti, terapisti delloccupazione, pedagogi, psicologi,
è estremamente probabile che si imbattano in persone affette da
autismo.
In molti paesi
europei lautismo continua ad essere sottodiagnosticato.
Come conseguenza, persone affette da autismo e le loro famiglie
non otterranno laiuto di cui hanno bisogno e soffriranno
perciò molto più del necessario.
Un altro motivo,
oltre al bisogno di incoraggiare una comprensione teorica più
ampia dellautismo e del suo trattamento educativo, è che
lautismo contiene così tanti messaggi per il trattamento
di persone che soffrono di altri problemi.
Ad un livello generale
abbiamo visto come nella storia dellautismo i professionisti
che sono specializzati nel trattamento di problemi "minori"
(per esempio della comunicazione) non erano preparati a trattare
i problemi di entità "maggiore" della comunicazione.
Ma funziona al contrario: i professionisti specializzati in autismo
hanno una certa facilità a sviluppare forme di trattamento dei
cosiddetti "problemi minori" di immaginazione, comprensione
sociale e di comunicazione.
Nel mio paese ho
sentito un ispettore delleducazione speciale dire che il
progetto sullautismo è la cosa migliore che sia accaduta
nellambito delleducazione speciale fin dalla sua fondazione.
Infatti vediamo che molte scuole con classi per bambini con autismo
stanno ora applicando supporto visivo e altre strade/vie educative
con i loro bambini ritardati o ipercinetici.
Pensiamo che un
corso di 40 ore valga davvero linvestimento.
- Un programma di preparazione
altamente specializzato per i professionisti che scelgono lautismo
Ho fondato il centro
di preparazione per lautismo sedici anni fa perché non erano
disponibili programmi specializzati per genitori e professionisti.
Da allora abbiamo preparato migliaia di persone in Belgio e in
molti paesi europei: con introduzioni teoriche, addestramento
pratico, preparazione specializzata nella valutazione, adattamento
allambiente, comunicazione
.
Abbiamo svolto,
credo, un lavoro molto importante e necessario e sono felice di
averlo fatto, ma nello stesso tempo non sono soddisfatto. Quello
che abbiamo fatto è stato più o meno un intervento al momento
della crisi. Questo è quello che deve cambiare.
In sempre più paesi
europei lautismo è riconosciuto ora nella sua specificità
di handicap e questo costituisce almeno un progresso, ma in nessun
paese europeo di cui io sia a conoscenza, ci sono professionisti
da preparare nel trattamento dellautismo quando iniziano
a lavorare con la popolazione autistica.
In questo modo
i genitori e i bambini rimangono troppo vulnerabili. Troppo dipende
ancora dalla buona volontà di professionisti, direttori e di chi
deve prendere decisioni. Dobbiamo lavorare verso un futuro in
cui i professionisti che decidono di lavorare con lautismo
possono ricevere immediatamente una preparazione completa ed ottenere
un diploma (specializzazione) in autismo dopo aver completato
i loro studi. Dobbiamo liberarci da un sistema in cui la gente
pensa di specializzarsi solo nei periodi di crisi (totale) profonda.
Tale preparazione
è necessaria anche a quei professionisti cui, senza alcuna precedente
preparazione specifica, viene richiesto di "trattare"
persone affette da autismo.
Solo un esempio.
Recentemente un professionista mi ha raccontato che gli era stato
chiesto di assumersi la responsabilità della "terapia"
di unadolescente autistica per mezzora ogni pomeriggio.
Ha accettato dopo aver protestato in modo blando: "cosè
lautismo? Cosa posso fare?". Gli era stato detto che
la gente affetta da autismo non vuole parlare, perciò si deve
farli parlare e il modo migliore di farlo era iniziare a parlare
senza sosta finché non fosse trascorsa la mezzora di tempo
a disposizione. Disse: "Dopo un minuto la ragazzina ha iniziato
a tremare da capo a piedi e a sospirare. Il suo comportamento
è peggiorato rapidamente, ma io sentivo che dovevo continuare
a parlare finché i trenta minuti non fossero trascorsi..".
Questa non è una
barzelletta. La lista di atrocità mentali nellautismo è
senza fine. Deve perciò essere sviluppato un codice etico che
descriva i modi e le forme necessarie di trattamento.
Molti genitori
anche troppo spesso hanno limpressione che i loro figli
siano utilizzati come "cavie" da esperimenti.
Cosa direste se
aveste problemi di polmoni ma foste trattati da un dentista (oh,
ma la lo manderemo a un congresso polmonare!).
Pensiamo che laddestramento
dovrebbe consistere in almeno 300ore e una combinazione di lavoro
pratico e teorico.
- Post addestramento e seguito.
Il rischio del "comportamento-eco dei professionisti"
A causa delle difficoltà
nellandare oltre le informazioni letterali e in qualche
modo il rigido stile cognitivo mostrano molto spesso un eco-comportamento.
Invece di usare
un linguaggio personale creativo essi ripetono ad eco-parole e
frasi. Questa viene chiamata ecolalia.
Alcuni bambini
sono così motivati a essere come noi che baciano chiunque incontrano.
Questo comportamento viene chiamato ecoprassia.
Letteralmente limitazione
del comportamento sociale è tipico delle persone "attive
ma strane" affette da autismo.
Thomas, un bambino
affetto da autismo ad alto funzionamento, ha visto un mago in
Tv che ha messo la sua sciarpa sul tavola e ha detto che avrebbe
fatto comparire un coniglio. "Hocus, pocus, un coniglio".
Da allora Thomas ha provato da solo parecchie volte. "Guarda,
sto per far apparire un coniglio da sotto la sciarpa". "Hocus,
pocus". Poi toglie la sciarpa e quando vede che non cè
ancora il coniglio dice in modo molto contrito: "Non ci riesco
ancora". Questo è eco-gioco.
Il comportamento
eco non è tipico solo dellautismo, è un comportamento tipico
per chiunque fronteggi una sfida troppo grande.
I professionisti
che frequentano seminari teorici e pratici e poi ritornano al
lavoro spesso mostrano un eco-comportamento. Questo è normale.
I programmi molto individualizzati e gli adattamenti che hanno
visto durante le sessioni di addestramento pratico possono essere
presi e portati avanti con rischi se presi troppo alla lettera.
Capire le differenze
qualitative nellautismo in generale è già di per se una
sfida. Prendere poi in considerazione tutte le differenze individuali
fra i bambini rende tutto persino più complesso.
Prendere tutte
le strategie educative come una ricetta è un ecocomportamento
tipico e "normale" da parte dei professionisti. Quello
di cui abbiamo bisogno è aiuto dallesterno.
Tale aiuto, offerto
da un team per lautismo con anni di esperienza, può aiutarli
ad imparare di più lindividualizzazione ed evitare lesaurimento,
così tipici per le persone che vivono in circostanze estremamente
esigenti (chiedete solo ai genitori!). Senza consulti regolari
da parte di tale squadra specialistica, la qualità e la motivazione
del trattamento educativo può diminuire.
I professionisti
hanno anche bisogno di uno sguardo obiettivo dallesterno
di tanto in tanto, per valutazioni supplementari o per aiutarli
a ripensare una certa situazione.
Laddestramento
sullautismo non finisce mai. Se la conoscenza sullautismo
non si espande si contrae. Laddestramento regolare in servizio
e altre forme di post specializzazione non sono un lusso ma una
necessità.
- TIPI DI ADDESTRAMENTO.
Se uno pensa alladdestramento
si pensa prima di tutto ai bisogni dei professionisti, ma i genitori
sono naturalmente i più direttamente coinvolti. Dobbiamo renderci
conto che non viene spontaneo neanche a loro capire lautismo
e adattarsi al loro bambino.
I genitori hanno
bisogno della migliore informazione possibile sullautismo
(altrimenti "laiuto" è più dimpaccio che
un sollievo) e hanno bisogno di sostegno se desiderano un addestramento
approfondito sulla comunicazione su altri argomenti chiave.
Quello di cui si
ha veramente bisogno è un addestramento in cui professionisti
e genitori imparino a collaborare. Per questo tipo di collaborazione
e per creare questo tipo di abilità è necessario che i genitori
e professionisti abbiano una visione simile dellautismo.
I genitori hanno
inoltre bisogno di essere ben informati sullautismo anche
per sollecitare le autorità a creare un "programma politico"
dellautismo, che preveda un servizio continuo specializzato
nellautismo e segua lindividuo durante la sua vita.
Se si considera
lo sviluppo dei servizi in molti paesi è evidente che i servizi
migliori si trovano in regioni in cui i genitori sono stati i
più attivi. Credo sinceramente che il futuro delle persone affette
da autismo possa dipendere in gran parte dai livelli di attività,
consapevolezza e preparazione dei genitori.
Penso inoltre che
le organizzazioni dei genitori devono aiutare le organizzazioni
dei professionisti a spingere le autorità a sviluppare le forme
di pre-addestramento, specializzazione post-specializzazione che
ho descritto.
Senza il loro aiuto
le autorità possono avere il sospetto che gli addestratori abbiano
interesse a promuovere delle loro carriere quando richiedono programmi
di addestramento completo per i professionisti.
- GIOVANI STRAORDINARI RICHIEDONO
PROFESSIONISTI STRAORDINARI. Il profilo della persona addetta
alla sorveglianza. Un primo tentativo.
Sedici anni di
esperienza nelleffettuare corsi di preparazione ci inducono
a formulare unaltra considerazione straordinaria: per aiutare
questi giovani diversi affetti da autismo i professionisti stessi
devono essere essi stessi "qualitativamente diversi".
Alcuni addetti
non saranno mai in grado di sviluppare programmi educativi individualizzati
anche se hanno seguito i migliori corsi di preparazione teorica
e pratica.
E inutile
forzare qualcuno a lavorare con bambini autistici (sappiamo di
direttori che designano a caso gli insegnanti, per esempio). Semplicemente
non funziona. I professionisti devono scegliere lautismo.
Non scelgono "nonostante" lautismo, ma "a
causa" dellautismo.
Qual è il segreto?
Finora abbiamo
sempre detto, per dare unaltra spiegazione, che uno deve
essere punto dal becco dellautismo. Per gli addetti ai lavori
questo è perfettamente chiaro. Conosciamo professionisti che non
saranno mai colpiti dal "microbo", che ne sono "immuni".
Il problema è che
"i bachi/gli insetti" sono invisibili alle autorità.
Perciò sappiamo che è necessario creare figure professionali che
si prendano cura dellautismo.
Ecco quello che
riteniamo siano le caratteristiche più importanti:
-
Essere attratti
dal diverso. Pensiamo che sia daiuto essere degli "esploratori
mentali" e sentirsi attratti da ciò che è sconosciuto.
Alcuni temono ciò che è diverso, altri ne sono attratti e vogliono
conoscerlo.
-
Avere una immaginazione
vivace. Come ho detto allinizio è quasi impossibile capire
come si possa vivere in un mondo letterale avere difficoltà
ad andare "oltre le informazioni", ad amare senza
intuizione sociale innata, in modo da essere in grado di condividere
la mente di qualcuno affetto da autismo, capire che soffre per
la mancanza di immaginazione, per cui noi dovremmo avere enormi
livelli di immaginazione per compensarla.
-
Essere in grado
di dare senza ottenere ringraziamento. Dobbiamo essere in grado
di dare senza ricevere molto in cambio e non sentirci delusi
dalla mancanza di reciprocità sociale. (Con lesperienza
impareremo a rilevare forme alternative di ringraziamento e
anche i genitori offrono ampia comprensione).
-
Essere desiderosi
di adattare il proprio stile naturale della comunicazione e
della interazione sociale. Lo stile da usare è più legato ai
bisogni di qualcuno affetto da autismo che ai nostri spontanei
livelli di comunicazione sociale (logorrea?). Questo non è affatto
facile e richiede molti sforzi di adattamento, ma dopo tutto,
ai bisogni di chi stiamo venendo incontro?
- Avere il coraggio di lavorare
"da soli nel deserto" specialmente allinizio dello
sviluppo di servizi adeguati. Così poca gente capisce lautismo
che un professionista motivato rischia di essere criticato invece
che essere apprezzato: "laggiornamento/la preparazione
nellautismo non finisce mai".
- Non essere mai soddisfatti di
quanto già si conosce. Imparare sullautismo e le strategie
educative è continuo. "Il professionista che pensa di essere
avviato è perduto". La preparazione/addestramento non è mai
concluso.
- Accettare che ogni minimo progresso
porti ad un nuovo problema. La gente ha la tendenza a buttare
via le parole crociate se non riesce a risolverle. Questo è un
atteggiamento impossibile nellambito dellautismo.
Ma una volta iniziato il lavoro "investigativo" non
finisce mai.
- Oltre alle capacità pedagogiche,
i professionisti hanno bisogno di capacità didattiche straordinarie.
Ha bisogno di fare piccolissimi passi, di usare costantemente
supporti visivi che devono essere sempre adattati.
- Si deve essere preparati al lavoro
di squadra. Poiché lapproccio deve essere coerente e coordinato,
tutti i professionisti hanno bisogno di essere informati sugli
sforzi degli altri suoi livelli di aiuto che forniscono.
- Si deve essere umili. Possiamo
essere esperti in autismo in generale, ma i genitori sono gli
esperti in relazione ai loro figli e noi dobbiamo tenere conto
della loro esperienza (saggezza). Non cè posto nellambito
dellautismo per il professionista che vuole rimanere sul
suo piedistallo. Nella collaborazione con i genitori è importante
parlare dei successi , ma anche ammettere i fallimenti e chiedere
aiuto. I genitori devono poi tenere presente che un esperto in
autismo non è un "dio dellolimpo".
Qualcuno si aspetterà
la parola amore in questa lista. Lamore è naturalmente necessario
, ma come ha ammonito un genitore: "lamore non è la cura
miracolosa".
I genitori e i professionisti
che contano troppo sugli effetti dellamore ne resteranno delusi.
Se il bambino non farà abbastanza progressi è perché non ha accettato
il nostro amore
..
Questi atteggiamenti
sono distruttivi e creano un abisso là dove è necessaria una collaborazione
ottimale (15).
Lautismo è
unaltra cosa.
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